.



  Cariuli [ Socialista, di sinistra e rompicoglioni ]
         





L'angolo della pittura (by Luciana)



 



Campagne
di civiltà:





 


28 febbraio 2012

L'IMPORTANTE RELAZIONE DEL PSE SULLA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE




9 novembre 2010

Arriva in Italia lo spot a favore dell'eutanasia




24 aprile 2010

24 Aprile - Giornata di mobilitazione europea per la Tassa sulle Transazioni Finanziarie

Ammonta a € 3.000.000.000.000.000 (tre milioni di miliardi) il valore mondiale delle transazioni finanziarie, anche la più piccola aliquota fiscale può aumentare enormemente le entrate fiscali. Se attuassimo oggi una tassa mondiale sulle transazioni finanziarie (FTT), si potrebbero generare più di 500 miliardi di Euro di entrate gi? dal prossimo anno, di cui quasi € 200 miliardi per la sola Europa.

- Abbiamo bisogno di € 200 miliardi l'anno per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.
-Abbiamo bisogno di € 900 miliardi l'anno al fine di evitare le peggiori conseguenze del cambiamentoclimatico.
-Nella sola Europa, con una FTT 0,05%, è possibile creare da 2 a 3 milioni di posti di lavoro.

Siamo i sopravvissuti ad un sistema finanziario che ci ha quasi distrutto con la sua selvaggia avidit?.
La crisi è gi? costata a 7 milioni di europei il loro posto di lavoro.
Alla fine del prossimo anno per ogni cittadino europeo la crisi avr? un costo di € 6.000 di extra debito pubblico.

Le Banche ed i fondi di investimento stanno facendo ancora profitti e stanno pagando miliardi di euro di bonus ai propri dirigenti.
L'irresponsabilit? sia dei banchieri che dei politici neo-liberisti e di destra ha causato la crisi. La speculazione ha causato la crisi.
Negli ultimi 15 anni, il numero delle transazioni finanziarie è aumentato del 450%.
Oggi, anche dopo la crisi, il sistema finanziario è 70 volte più grande dell'economia reale.
Non spetta a noi pagare i danni.
Ma sta a noi fare in modo che questo non accada mai più.

Dicono che sia troppo difficile e troppo costoso;
Noi Socialisti invece diciamo che è il modo più facile, più economico e fiscalmente più popolare che mai.


La maggior parte delle transazioni finanziarie avvengono elettronicamente. Tutte le tasse ed i costi della transazione sono gi? riscossi direttamente: lo stesso avverrebbe per la tassa sulle transazioni.
E sarebbe anche poco costoso: nessuna persona che faccia il porta a porta, niente complicate dichiarazioni dei redditi per effettuare i controlli.
Quindi, la tassa sulle transazioni finanziarie potrebbe essere percepita in modo semplice e poco costoso.

Dicono che non può essere fatto;
Noi Socialisti diciamo che è gi? stato fatto.


Nel Regno Unito, patria della maggior parte delle transazioni finanziarie in Europa, una tassa dello 0,5% per l'acquisto e la vendita di azioni della societ? ("bollo") è stata imposta fin dal... 1694. Attualmente, 7 dei 27 Stati membri dell'UE, nonché la Svizzera, hanno una forma di FTT. La maggior parte degli altri paesi, compresi gli Stati Uniti, hanno avuto qualcosa di simile nella loro storia.

Dicono che sar? dannosa;
Noi Socialisti diciamo che è la mancanza di regolamentazione che è dannosa.


Una tassa finanziaria a livello mondiale o europeo avr? un impatto sul mercato finanziario, rallenterebbe la speculazione finanziaria socialmente inutile e consentirebbe agli altri, gli investitori a lungo termine, di fare investimenti produttivi.

Questa tassa riguarda solo gli operatori finanziari, e non i comuni cittadini.

Tassare il settore finanziario accrescerebbe l'equit?. Inoltre, questo aumenterebbe
le entrate del Governo, cosa assolutamente necessaria per supportare la transizione verso una societ? più inclusiva, più equa e più limpida.
E in ultimo, ma non meno importante, una Tassazione sulle Transazioni Finanziarie globale dello 0,05% potrebbe produrre un fatturato di circa l'1% del PIL mondiale nominale l'anno. Ciò fornirebbe finanziamenti per investimenti pubblici a lungo termine, per finanziare lo sviluppo globale e del cambiamento climatico.

Solo attraverso tali politiche la solidariet? mondiale potrebbe migliorare.

Per maggiori informazioni:
http://www.pes.org/en/financial-transaction-tax/pes-european-day-of-action




23 febbraio 2010

SANDRO PERTINI. SOCIALISTA. 25 Settembre 1896 - 24 Febbraio 1990

"Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero".

Sandro Pertini

 




8 gennaio 2010

Crollano le accuse a Del Turco, arrestato un anno e mezzo con l'accusa di aver preso tangenti.

8/1/2010 - IL CASO-

di FABIO MARTINI. La Stampa

Quel pomeriggio di metà luglio il Procuratore capo di Pescara Nicola Trifuoggi sembrò a tutti sinceramente convinto e convincente nel motivare la richiesta di arresto del presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco, di assessori e funzionari della sua Giunta: «Stavano distruggendo la sanità in Abruzzo», gli indagati sono «schiacciati da una valanga di prove», è dimostrato il pagamento di tangenti, «una barca di soldi, circa 30 miliardi di vecchie lire».

Grande fu l’effetto di quel tintinnar di manette: l’immediato infarto della giunta di centrosinistra e cinque mesi più tardi la vittoria del centrodestra alle elezioni anticipate. Sull’inchiesta si spensero i riflettori: le parole di Trifuoggi sembravano preludere ad un processo così ben istruito da poter essere rapidamente archiviato. E invece dal giorno degli arresti - era il 14 luglio 2008 - la Procura si è avvalsa per due volte della facoltà di chiedere una proroga delle indagini. In un anno e mezzo sono state disposte circa un centinaio di rogatorie internazionali alla ricerca di conti esteri o di società off-shore. Ma non un soldo è stato trovato e il pilastro dell’accusa resta, essenzialmente, la parola del «collaboratore» Vincenzo Angelini, il patron delle cliniche abruzzesi che dopo aver goduto per anni di trasferimenti miliardari da parte della Regione, ad un certo punto raccontò ai magistrati di essersi stancato dei ricatti dei politici.

Ma nel frattempo dalle carte del processo sono spuntate alcune sorprese: la Procura - nel richiedere il rinvio a giudizio degli imputati per reati gravi come la concussione e l’assocazione per delinquere - contestualmente ha dovuto depositare gli atti via via acquisiti. E sono emersi tre rapporti - uno dei Carabinieri, uno della Guardia di Finanza e due della Banca d’Italia - che fino ad oggi non potevano essere conosciuti dalle parti e che sembrano andare in una direzione diversa da quella dell’accusa. In un rapporto riservato i Carabinieri avevano chiesto l’arresto di Angelini e di sua moglie e quanto alla giunta Del Turco si dimostrava che non aveva favorito le cliniche private, ma avviato invece un drastico taglio alle richieste illegittime del loro patron.

E così, dopo un anno e mezzo, da qualche giorno a Pescara il vento è girato. A cominciare dal Pd, che finora mai aveva difeso la “sua” Giunta. Per il capogruppo consiliare Marco Alessandrini, figlio di Emilio, il procuratore ucciso da Prima linea, «il rapporto dei Carabinieri offre un punto di vista diametralmente opposto a quello cristallizzato negli arresti» e persino il prudentissimo Franco Marini, oggi in un’intervista al “Centro”, esce allo scoperto: «Dai documenti oramai pubblici è inconfutabile come la giunta Del Turco abbia agito con coraggio rispetto ai costi della sanità privata e che l’accusa si basi soltanto sulle dichiarazioni di Angelini».

Il citatissimo rapporto dei Carabinieri del Nas documenta una serie di truffe ai danni della Regione consumate all’interno delle cliniche convenzionate di Angelini, reati così gravi da indurre l’Arma a consigliare la reclusione del patron. E’ importante la data del rapporto: 16 giugno 2008. Un mese più tardi infatti scattano gli arresti: non per Angelini però, ma per Del Turco e per i suoi collaboratori. Cosa è accaduto per invertire il destinatario delle manette? Ancora poche settimane prima Angelini aveva dichiarato ai magistrati di non aver mai dato un soldo ai politici e, anzi, di essere stato massacrato dalla giunta Del Turco.

Poi, intuìto forse che per lui l’aria si stava facendo pesante, ha cambiato versione. Ha detto la verità? Oppure è vero il contrario? Lo stabilirà il processo e in quella sede gli imputati faranno valere anche un altro dato emerso dal rapporto dei Carabinieri: negli anni tra il 2005 e il 2007 la giunta di centrosinistra aveva tagliato drasticamente i fondi destinati alle cliniche di Angelini, sospettate di una gestione troppo “allegra”, con una decurtazione di circa 43 milioni di euro, quadrupla rispetto ad analoghi tagli disposti dalla precedente giunta di centro destra. Tra gli atti depositati dalla Procura, ci sono anche due rapporti prodotti dalla Banca d’Italia (tra agosto e ottobre del 2008) e dalla Guardia di Finanza (settembre 2008) che segnalavano movimentazioni di denaro «sospette», estero su estero, in particolare una con la quale Angelini pescò, non si è capito da dove, 3 milioni di euro per pagare gli stipendi dei propri dipendenti.




5 gennaio 2010

Craxi visto da una generazione dopo

Negli Anni 80 vado al liceo, leggo romanzi, sciopero contro il nucleare, passo l’estate in Inghilterra e Craxi non mi piace per niente.

Negli Anni 90 vado all’Università, studio di brutto, continuo a leggere romanzi, in estate vado negli States ma poi arriva Tangentopoli. Arrivano le monetine. Arrivano quelli del pool.  L’autorità crolla. Ma in giro non c’è affatto aria di liberazione. C’è paura. Confusione. La gente non è più la stessa. La gente che prima era con, adesso è contro.

Ma chi sarà mai sto Craxi?

E cosa sarà mai stato sto Psi che sparisce damblé manco fosse stato non un partito costituente ma una moda stagionale?

E i comunisti, ormai già ex, loro com’è che sono spariti dappertutto nel mondo, ma da noi no?

Mah, mi pare di vivere dentro Kafka.

Infatti, smetto di leggere romanzi. Leggo i giornali ché – mi dico – magari capirò. E invece no, perché li leggo tutti i giornali dell’epoca, eppure continuo a non capire. Così scappo.

Dimentico Craxi, dimentico l’Italia.

Seconda metà degli Anni 90. A Londra c’è Tony Blair.

E io vivo sulla mia pelle il new labour che, più o meno, suona così: “Datti da fare, avrai quel che meriti”. E la cosa funziona. Perché io mi do da fare, a Londra, ed in effetti ho.

Fine Anni 90. Torno in Italia. Applico la regola londinese ma – oops – qualcosa non torna.

In Italia adesso comandano gli ex amici di Craxi e gli ex nemici di Craxi che – bizzarro ma vero – stanno tutti con Tony. Comandano a corrente alternata, pare. Ma io continuo a non capire come funzioni questo mio paese.

Eh no, mi dico, qui s’ha da studiare. E così faccio. Studio. Cominciando dall’inizio della fine –  ovvero da Craxi. E che ti scopro? Il socialismo, i dissidenti, la grande riforma, Kuliscioff, l’alternativa, il Pci, Sigonella, il Caf, la scala mobile, i palestinesi, De Mita, il primo-governo-socialista, Moro, la Dc, Scalfaro, Amato, Berlusconi. E le tangenti. Letture disordinate. Letture clandestine.

Ma alla fine la mia idea me la faccio.

Gennaio 2000. Craxi muore.

Lui muore, l’Italia annaspa e l’oltraggio della verità fa trend. La oltraggiano gli stessi inetti che intanto parcheggiano il paese in un’area di servizio della storia, dalla quale comodamente osservare il resto del mondo che va.

La oltraggiano quelli che Craxi, ad ogni ricorrenza, lo lodano dicendosene i continuatori.

La oltraggiano, la verità, quelli che ora (ora?) dicono che aveva ragione lui – Craxi – e torto loro – i comunisti – però così è la vita.

La oltraggiano, la verità, i free thinkers del nostro liberissimo paese che te li trovi, guardacaso, sempre dalla parte giusta. E sono proprio loro che, per esempio, dicono che Craxi era sì un capro espiatorio ma avrebbe dovuto fare come Andreotti e farsi processare.

Farsi processare? E da chi? E su quali accuse? E perché lui sì e gli altri no?

È questa la storia del nostro paese?

Ma la verità – null’altro che la verità – l’Italia se la deve dare, o no? Non per Craxi che, ormai, non c’è più. Ma per gli italiani che devono sapere chi sono e da dove vengono se vogliono farsi una qualche pur vaga idea di dove andare.

Non me frega niente di toponomasticamente beatificare Bettino Craxi.

Ma quelli della mia generazione – quelli che come me (e, lo so, non siamo affatto la maggioranza) non si sono accontentati di vivere il trapasso dalla prima alla seconda repubblica senza neppure interrogarsi sul perché – ecco noi una risposta sul perché l’Italia non sia un paese libero e giusto dieci anni dopo la morte del cinghialone, e a quasi venti dalla sua morte politica, beh, quella risposta la vorremmo.

Craxi era minoranza allora. Il riformismo è minoranza oggi.

Ma Craxi, da minoranza, vince sulla scala mobile. E la vittoria sulla scala mobile significa aver dato un bacillo di futuro ad (almeno) una generazione. La mia.

Craxi dà credito internazionale all’Italia. E l’Italia di Craxi è l’Italia cui l’Onu affida la mediazione in Medio Oriente.

Craxi è tutto fuorché un populista. Mentre è proprio il populismo irresponsabile e liberticida, quello che noi benpensanti di oggi più di tutto demonizziamo.

È chiaro o no, allora, che qualcosa non va?

Ed è chiaro o no che quel qualcosa ha a che fare col fatto che non si può scrivere la storia come fosse fiction, ritagliandola sui gusti dell’audience?

Era certo opportuno costruire una repubblica tutta nuova. Era certo opportuno, appunto, fare la grande riforma che – toh – proprio Craxi teorizzava e che ancora oggi – oh my god! – si cerca invano di inseguire facendone un paradigma modernista.

Ma quella repubblica legalitaria, giusta, libera e liberatrice ad oggi non c’è.

Ed allora è o no opportuno indagare sul perché?

Perché, invece di una democrazia liberale, abbiamo Berlusconi?

Perché Di Pietro fa la sinistra?

Perché il debito pubblico cresce, le imprese collassano, i servizi non funzionano, i partiti pasciono e il Pil si anoressizza?

Perché in galera si muore?

Perché gli stranieri sono criminali?

Perché i figli hanno meno dei padri, anche se studiano più di loro?

Perché all’estero di noi ridono?

Perché i sindacati e le corporazioni boicottano il mio futuro?

Perché la giustizia è ingiusta e la libertà è anarchia?

Già, perché?

Craxi mi interessa perché è parte di una storia patria che ha generato il paese in cui vivo oggi. Un paese che stento a comprendere. E che temo continuerò a non capire almeno finché si pretenderà che il passato non è quello che è ma è un’altra cosa. Un’altra cosa in cui Craxi – a prescindere – non c’é.

http://kuliscioff.wordpress.com/2010/01/04/craxi-visto-da-una-generazione-dopo/




4 novembre 2009

PRIMA O POI OGNI MURO CADE: Berlino 9-10 Novembre 1989




9 ottobre 2009

Partito Socialista Italiano, tesseramento 2009

La Segreteria nazionale del partito, su delega del Consiglio Nazionale, ha stabilito che la campagna di adesione al Partito Socialista per l'anno 2009 avrà inizio il 1 agosto e terminerà il 30 novembre.

Norme e modalità per l'iscrizione:

 

  •  Il costo della tessera 2009 è fissato in € 20.
  • Per i componenti della Segreteria Nazionale, i Consiglieri e gli Assessori Regionali in € 200
  • Per i componenti della Direzione Nazionale, i Consiglieri e gli Assessori Provinciali e dei Comuni capoluogo in € 100
  • Per i componenti del Consiglio Nazionale in € 50


"Il tesseramento subisce, nelle sue modalità, parziali modifiche per il 2009.
Le iscrizioni possono avvenire in modo singolo od organizzato.
Le Sezioni e le Federazioni sono autorizzate a raccogliere le adesioni al partito al loro livello territoriale.
Il Segretario della struttura interessata provvederà a rimettere all'Ufficio Centrale del Tesseramento l'elenco completo degli iscritti, con tutti i dati necessri per ogni singola tessera ed a  provvedere al versamento collettivo delle ralative quote attraverso un unico bollettino di Conto corrente postale sul numero sottoriportato.
 L'Amministrazione Centrale stornerà ,dal costo delle tessere, una quota di Euro cinque per tessera da destinare alle strutture periferiche.
Il singolo compagno può iscriversi, autonomamente, attraverso il bollettino di c.c.p. ovvero  con il sistema online utilizzando la Carta diCredito:

"http://www.partitosocialista.it/site/partecipa_tesseramento_2009/468/tesseramento_2009.aspx



Iscrizione con bollettino postale
Per isciversi occorre versare la quota tessera sul C/C postale n.91345454 intestato a Partito Socialista, indicando, in modo leggibile, Nome, Cognome, data e luogo di nascita, indirizzo ed email.
 




21 settembre 2009

Lettera di Riccardo Nencini ai dirigenti del partito

Ai Segretari Provinciali
Ai Segretari Regionali
Al Consiglio Nazionale

             Care compagne, cari compagni,

come stabilito dal Consiglio Nazionale dello scorso 11 luglio, il Partito prosegue il suo viaggio con Sinistra e Libertà in vista delle prossime elezioni regionali.
L’assemblea tenutasi ieri a Napoli ha dato forza alla nostra impostazione: istituzione di un Coordinamento Nazionale e di Coordinamenti Regionali rappresentativi delle forze che compongono SeL; una carta di adesione (non si tratta di tesseramento) per consentirne il finanziamento; la nascita di forum tematici ad adesione libera ed individuale; la previsione di tenere il congresso dopo le elezioni regionali; a dicembre una prima verifica degli impegni assunti.

Il Partito Socialista mantiene quindi la sua autonomia e la sua struttura centrale e territoriale.
Non solo non si scioglie, come vanno sostenendo alcuni detrattori, ma attraverso nuovi strumenti di lavoro – intanto la Fondazione e la rivista Mondoperaio – rafforza la sua organizzazione e prosegue la sua attività con iniziative politiche locali e nazionali.
Dopo le elezioni regionali del marzo 2010, i socialisti terranno il loro congresso nazionale e decideranno liberamente la strada da seguire.

Il nostro valore aggiunto sarà soprattutto di ordine politico e programmatico.
Sinistra e Libertà dovrà caratterizzarsi come luogo della innovazione. Etica pubblica, sobrietà istituzionale, valorizzazione del merito, inclusione, laicità i principi cui attenersi.
Basta con il richiamo a vecchi slogan massimalisti, a stereotipi che questa Italia ha sconfitto da tempo.
E’ la condizione che abbiamo posto per proseguire in un cammino condiviso.
 

Con un forte abbraccio. Di cuore
                                                                                                      Riccardo Nencini
 

lunedì 21 settembre 2009




14 maggio 2009

I candidati socialisti nelle liste di Sinistra e Libertà




12 maggio 2009

Partito non Democratico


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. PD Franceschini Veltroni democrazia prepotenza

permalink | inviato da cariuli il 12/5/2009 alle 0:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



21 aprile 2009

Sinistra e Libertà

Foto di Giovanni Cadioli

 
EUROPEE: LOCATELLI, FRANCESCHINI CONFONDE DESIDERI E REALTA'
martedì 21 aprile 2009
'Quando Franceschini dice che i parlamentari europei del Pd siederanno tutti insieme in un nuovo gruppo a Strasburgo di cui dovranno far parte i socialisti e le altre forze del campo progressista, confonde i desideri con la realta''. E' quanto afferma l'europarlamentare Pia Locatelli, capodelegazione del Ps a Strasburgo e presidente dell'Internazionale socialista donne. 'Questo gruppo infatti - continua la Locatelli - ancora non esiste, mentre esiste quello del PSE. Quello del Pd avra' poi forse una quindicina di parlamentari mentre quello dei socialisti, circa duecento. Sara' davvero una bella impresa allora cooptare i socialisti nel gruppo democratico. Affermare come fa il segretario del Pd, che i democratici eletti a Strasburgo siederanno 'non nei socialisti, bensi' con i socialisti', e' solo un escamotage per confondere gli elettori. Franceschini - conclude l'europarlamentare socialista - dovrebbe ricordare che queste sono le elezioni per il Parlamento europeo e che e' cruciale dunque conoscere prima e non dopo, la collocazione dei parlamentari eletti'.
 
 
 
PD: BATTILOCCHIO, SU PSE TORNA SINDROME DEL ‘MA ANCHE’
martedì 21 aprile 2009
“A giudicare dall’epilogo della sua direzione, il Pd cambia il segretario ma non il vizio: ogni volta che si avvicina una competizione elettorale viene colto dalla sindrome del ‘ma anche’ ed oggi sulla collocazione internazionale e sull’adesione al Pse ha ribadito la presuntuosa trovata di voler esportare a Strasburgo il ‘poderoso’ modello rappresentato dal Partito Democratico”. Lo afferma l’eurodeputato Alessandro Battilocchio, che sarà candidato alle prossime elezioni europee nella lista ‘Sinistra e Libertà’. “Francheschini e la Bindi – aggiunge - prendono in giro gli italiani perché sanno benissimo che al Parlamento Europeo esistono sette grandi famiglie politiche, che continueranno a vivere ed a lavorare come hanno fatto in questi anni anche durante la prossima legislatura: non è dunque l’Europa che deve adeguarsi alla confusione italiana, bensì il contrario”.
 




8 aprile 2009

Un ponte per …L’Aquila - Petizione

Petizione popolare

Al Governo italiano

Alle forze politiche italiane

I morti e i feriti sepolti sotto le macerie dell’Aquila dimostrano, purtroppo, che nelle zone ad alto rischio sismico si è fatto poco o nulla per prevenire le conseguenze tragiche di un terremoto. Il crollo e l’inagibilità di edifici pubblici nel capoluogo abruzzese (Prefettura, Ospedale, Casa dello studente, ecc..), ci mostrano il volto di uno Stato che per primo non rispetta le sue stesse leggi.

La sconvolgente tragedia abruzzese deve spingere tutti a un profondo esame di coscienza.
Bisogna onestamente ammettere che le misure per prevenire le conseguenze più gravi dei terremoti non sono mai state considerate una priorità per il Paese.
Dopo la tragedia dell’Aquila bisogna avere il coraggio e la forza di dire che la messa in sicurezza degli edifici nelle zone a elevato rischio terremoti, deve diventare una priorità nazionale.
Nell’uso del denaro pubblico il Governo deve capire e decidere cosa viene prima e cosa viene dopo.

I sottoscritti cittadini avanzano la proposta concreta di utilizzare i soldi (1,3 miliardi di euro) destinati al Ponte sullo stretto di Messina, per ricostruire la città dell’Aquila e per mettere in sicurezza gli edifici , a partire da quelli pubblici, nelle zone esposte a rischi elevati di terremoto.

FIRMA LA PETIZIONE: http://www.sinistraeliberta.it/petizione-un-ponte-per-l-aquila/




6 aprile 2009

Appello del PSE al Global Progressive Forum 2009 per un Global New Deal

Al primo posto le persone – E’ il momento per un Nuovo Accordo Mondiale


E' il momento di mettere i cittadini al primo posto. Per troppi anni la globalizzazione è stata dominata da fondamentali disuguaglianze, instabilità e insostenibilità.
La crisi attuale non è solo un rallentamento della crescita economica. Oggi una crisi sistemica sta scoppiando in tutto il mondo: una crisi in un sistema di mercato finanziario globale non regolamentato, che ha sacrificato gli investimenti a lungo termine, i posti di lavoro, i salari, l'ambiente e gli interessi generali del pianeta e del suo popolo a vantaggio di pochi.
Milioni di persone in paesi sviluppati ed in via di sviluppo, in particolare le donne, stanno già pagando un alto prezzo per la crisi. Nel mondo si prevede un incremento della disoccupazione di almeno 75 milioni di unità. Milioni di lavoratori in tutto il mondo vedono minacciati i loro salari, un aumento del numero di lavoratori poveri che vivono con meno di 2 dollari al giorno, e un aumento della disuguaglianza tra uomini e donne. Centinaia di migliaia di bambini potrebbero morire quest’anno perché le loro famiglie piomberanno nella povertà più disperata.
La crisi attuale si porta dietro altre crisi: cambiamento climatico, AIDS, crisi alimentare, povertà, corruzione, guerre, e la mancanza di democrazia e di libertà di espressione in molti paesi. Il divario tra i problemi globali e soluzioni globali è ad un livello inaccettabile ed insostenibile: la risposta mondiale al cambiamento climatico è troppo inadeguata, milioni di persone stanno per essere sfollate, ed un accordo mondiale per il commercio e lo sviluppo è ancora in fase di definizione, così le disuguaglianze si accentuano. Milioni di persone vivono nella povertà, senza accesso a un lavoro dignitoso, senza casa o assistenza medica di base, mentre altri indulgono scioccante avidità.

Dobbiamo scegliere cosa fare:
- o ciascun paese si trincera dietro una reazione individuale e isolazionista, ostacolando
il commercio, rinviando la transizione economica verso un’alta efficienza energetica e fonti rinnovabili e riducendo gli aiuti allo sviluppo, perché sembrano troppo onerosi per gli bilanci pubblici;
- oppure andare verso la cooperazione internazionale e la solidarietà tra tutti i paesi per
sostenere la domanda, la crescita e posti di lavoro dignitosi: basando il nuovo futuro sui nostri valori progressisti.
Insieme è possibile cambiare la faccia della globalizzazione. Per creare una nuova equità, e un nuovo rispetto per il pianeta. Oggi noi chiediamo non solo ripresa economica, non la crescita sbilanciata del passato, ma chiediamo un nuovo sviluppo sostenibile.
Non le stesse vecchie disuguaglianze, ma un nuovo sentire comune sul fatto che siamo tutti uguali. Il cieco perseguimento di profitti a breve termine non dovrebbe mai più infettare la vita di centinaia di milioni di persone.

Negli ultimi decenni, le forze progressiste hanno avvertito circa l'accumulo dei rischi e delle ingiustizie per le persone e per il pianeta. Ora, le fondamentali e sistemiche carenze dell’attuale sistema economico sono innegabili: è giunto il momento di riaffermare i nostri valori, la nostra visione e le nostre proposte per una nuova direzione, trasformare le nostre società, migliorare la vita della nostra e delle generazioni future.
I nostri valori sono la giustizia sociale con maggiore uguaglianza e pari opportunità, pace e sicurezza, rispetto dei diritti umani, libertà di espressione e democrazia, tutela del pianeta, provvedere ai bisogni della gente, assicurare maggiore e migliore occupazione e lavoro dignitoso, mercati finanziari regolamentati e migliori servizi pubblici, vivere insieme nella diversità, tolleranza ed accoglienza. Questi valori devono essere alla base di una riconfigurazione della globalizzazione e del mettere i cittadini al primo posto (PEOPLE FIRST).

Vogliamo un Nuovo Accordo Mondiale (New Deal globale)
- Il più grande e coordinato stimolo fiscale della storia moderna per trasformare il mondo dell’economia, evitando disoccupazione e povertà a centinaia di milioni di persone.
- Regolamentare il sistema finanziario internazionale, in modo globale per servire le esigenze dell'economia reale, compresa la pulizia del settore bancario e la fine dell’evasione fiscale da parte dell’élite finanziarie mediante la soppressione dei paradisi fiscali e del segreto bancario.
- Favorire la transizione verso un'economia di energia rinnovabile e efficiente.
- Promuovere il commercio equo-solidale a favore delle persone e della ricchezza.
- Rafforzare le politiche di sviluppo per sradicare la povertà.
- Rafforzare le associazioni delle stesse persone.
- Mettere il lavoro dignitoso in cima all’agenda politica mondiale.
- Una più equa ripartizione delle entrate tra capitale e lavoro.
- Garantire i diritti delle donne e la loro rappresentanza e partecipazione a tutti i livelli.
- Nuove risorse per garantire lo sviluppo nei paesi più poveri del mondo e protezione delle loro popolazioni dalla tempesta economica.
L'attuazione di un Global New Deal con tali priorità richiederà una grande revisione della governance mondiale, dando più voce e influenza ai paesi emergenti ed in via di sviluppo, coinvolgendo la partecipazione della società civile e riequilibrando la presenza delle quattro principali aree di regolamentazione a livello mondiale: finanza, commercio, ambiente e lavoro.
Noi siamo il movimento del “COME”.
E’arrivato il momento di cambiare, il momento per un nuovo accordo mondiale (Global New Deal)!




31 marzo 2009

Con la CGIL per conformismo o per convinzione? Io dico no alla manifestazione del 4 Aprile

A quanto pare "siamo" tutti diventati militanti CGIL, così all'improvviso senza una vera ragione politica ed ideale. Io voglio invece denunciare questo tentativo della CGIL che con questa manifestazione cerca di buttare discredito su UIL e CISL a causa dell'accordo separato sulla riforma contrattuale. Bene compagni, che almeno si sappia contro chi andrete a manifestare. Posso anche comprendere la tentazione della visibilità, ma personalmente credo che quell'accordo rappresenti l'unico traguardo possibile, che tutti i socialisti riformisti possono difendere a testa alta, senza alcun senso d'inferiorità. Certamente i numeri saranno dalla parte della CGIL, ma non per questo dalla stessa parte ci sarà la ragione. E non sarà certamente la prima e l'ultima volta che succede.

Qui sotto potete leggere la lettera inviata dai segretari di UIL e CISL al segretario dell'ETUC (L'unione dei sindacati europei) e la successiva missiva di risposta, nella quale si può leggere come la linea di condotta seguita dalla UIL e dalla CISL sia quella giusta. Comunque, buona manifestazione a tutti.

 


John Monks
ETUC GeneraI Secretary
Brussel



Dear John,
nelle ultime settimane - sia in occasione della riunione del Direzione della CES, sia in questi giorni nel corso della Conferenza sull'occupazione - la CGIL ha portato a conoscenza della Segreteria della CES e delle OOSS europee affiliate le motivazioni che l'hanno spinta a non firmare l'accordo sulla riforma del modello contrattuale in Italia, sollecitando tutti a partecipare alla manifestazione organizzata il prossimo 4 aprile a Roma.
Come sai la conclusione di questo accordo, il cui dibattito nel merito è durato qualche anno, ha portato a posizioni estremamente divergenti tra la CGIL da un lato e CISL e UIL dall'altro, che hanno ripercussioni forti anche nel mondo del lavoro. La manifestazione del 4 aprile rappresenta per noi una iniziativa contro le altre confederazioni sindacali che hanno avviato la trattativa con le organizzazioni imprenditoriali, hanno firmato l'accordo con queste, accordo che successivamente è stato sottoscritto dal Governo in qualità di datore di lavoro del pubblico impiego. La CGIL, a differenza di tutte le altre organizzazioni - sindacali e datoriali - ha ritenuto di non aderire.
Crediamo utile, anche per il dibattito interno alla CES, sottolineare le ragioni che, invece, hanno convinto le nostre due confederazioni a sottoscrivere questo accordo che a nostro parere migliora le condizioni contrattuali e salariali dei lavoratori.
Nell'attuale scenario, il modello contrattuale - ancora vigente -, nato nel '93 per contribuire alla riduzione di un tasso d'inflazione a due cifre, aveva ormai esaurito la propria funzione e, quindi, nell'interesse dei lavoratori, delle imprese e del Paese, bisognava superare l'attuale fase di difficoltà simboleggiata dallo stallo di molti rinnovi contrattuali.
Negli ultimi anni l'Italia ha perduto progressivamente terreno sul piano della produttività, a differenza di quanto era avvenuto a partire dagli anni '50 fino alla metà degli anni '80, quando la produttività del lavoro era cresciuta di più della media europea.
Nel periodo 1996 - 2005, le retribuzioni reali per occupato, nel nostro paese, sono cresciute meno della media UE, registrando dati peggiori di Regno Unito, Grecia, Francia e Germania.
La riforma del modello contrattuale non era quindi, più rinviabile.
Lo scopo del confronto è stato quello di un accordo utile per i lavoratori, avendo come obiettivo il miglioramento delle loro condizioni economiche, attraverso un nuovo modello contrattuale che contribuisse a migliorare i fattori di competitività, e produttività delle imprese, e spostando in avanti la frontiera di specializzazione produttiva del nostro Paese.
Tale Accordo fornisce un'importante risposta al problema salariale, fondato innanzitutto sulla difesa del Contratto Collettivo.
Rispetto al costo della vita, infatti, vi è l'individuazione di un nuovo indice, l'”inflazione previsionale triennale", più elevato del tasso programmato di inflazione, unilateralmente fissato dal Governo.
..
E' prevista, altresì, la copertura economica dei nuovi contratti dalla data di scadenza dei precedenti ed un meccanismo di recupero certo degli scostamenti fra l'inflazione misurata con il nuovo indicatore previsionale entro la fine del triennio di vigenza contrattuale e quella effettiva.
Con l'Accordo le parti sociali firmatarie ottengono dal Governo, estendendo le al lavoro pubblico, la conferma, il miglioramento e la messa a regime delle misure di decontribuzione e detassazione degli incrementi di produttività nel contratto aziendale.
Per una migliore comprensione del testo dell'Accordo ti alleghiamo una breve scheda esplicativa.
Ci auguriamo che questa nostra nota sia utile ad approfondire nel merito gli aspetti più importanti della riforma della contrattazione comparando la con altri paesi comunitari al fine anche di un confronto a livello europeo.
Con i nostri più cordiali saluti

Raffaele Bonanni                             Luigi Angeletti



La risposta:

Cari Raffaele e Luigi,
noi abbiamo letto la vostra lettera dell’11 Marzo ed è questa una risposta completa. Innanzitutto, a nostro avviso, l’accordo che avete siglato sulla riforma della contrattazione collettiva, si collega da un lato alla crisi economica in corso, dall’altro ci sembra coerente con tutte le differenti risoluzioni approvate su tale tematica, dal Comitato Esecutivo della CES.
In effetti, il problema che si pone sempre più in tutti i paesi europei è quello di trovare il modo per difendere in maniera efficace il potere d’acquisto dei salari e migliorarlo così come abbiamo sostenuto nella recente campagna salariale della CES.
Per fare questo occorre evidentemente allargare il tasso di copertura della contrattazione in modo particolare direttamente a livello d’azienda, dove si determinano gli incrementi di produttività.
Come affermato dalla CES in numerose risoluzioni, i due livelli di contrattazione, nei paesi dove esistono, sono importanti se ognuno ha compiti chiari e precisi: garantire in maniera universale il potere d’acquisto attraverso i contratti di settore e migliorarlo creando un legame diretto tra salario produttività e potenziando la nostra capacità di contrattazione a livello d’impresa.
Oramai questo approccio è diventato una vera priorità economica e sociale per reagire alla recessione, rilanciare i consumi ed evitare che la crisi si trasformi rapidamente in deflazione.
Queste sono le ragioni per le quali abbiamo letto il vostro accordo con grande attenzione ed interesse poichè siamo convinti che la crisi avrà sempre più bisogno di un movimento sindacale capace al tempo stesso di reagire e di negoziare.
A nostro avviso mobilitazione e contrattazione sono due facce della stessa medaglia.
In tale contesto la nostra speranza è che il sindacalismo italiano possa ritrovare, il più rapidamente possibile, un approccio unitario per contrastare la recessione e al tempo stesso sostenere meglio le rivendicazioni e le iniziative come quelle avanzate dalla CES a livello europeo.
Cordialmente

John Monks                                 Walter Cerfeda
Segretario Generale              Segretario Confederale




29 marzo 2009

Sinistra, tu di chi ti fidi?




27 marzo 2009

Superare il PSE per entrare tutti nel PD mondiale? No Grazie!!!

Non passa giorno in cui il leader a tempo determinato del PD, Dario Franceschini non cerchi di spiegare agli elettori italiani e stranieri (l'ultima uscita in ordine di tempo è quella fatta in Cile durante un incotro con altri leaders progressisti mondiali) che il Socialismo è una zavorra "del secolo scorso", quindi un'ideologia vecchia ed ormai superata, da qui, quindi, la necessità per il PSE e per l'Internazionale Socialista, di cambiare nome.
Superare il PSE per andare dove? Verso il modello PD costruito da Franceschini & Co?
Il partito di Franceschini non è ancora riuscito a vincere una sola delle sfide elettorali che si è trovato davanti, sia quando si è trattato di concorrere per il governo delle grandi città (Roma), sia quando si è trattato del Governo nazionale oppure delle regioni (Abruzzo e Sardegna).
Questo sarebbe il modello da esportare in Europa e nel mondo? A questo modello di partito dovrebbero far riferimento il PSOE di Zapatero, oppure il PSF di Martine Aubry, e tutte le altre socialdemocrazie europee? Ma ve l'immaginate Zapatero che prima di una decisione sui temi etici vada a chiedere la benedizione di Bagnasco?
Franceschini, no grazie. Capisco che dichiarare il fallimento del PD significhi ammettere il proprio di fallimento, capisco "l'obbligo"di andare agli incontri dei leaders socialisti per dare il contentino agli ex DS, ma almeno eviti di lasciar intendere alla stampa italiana che in Europa siano tutti impazienti di seguire le sue linee guida sul futuro del PSE e dell'Internazionale Socialista.  

                               


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. PD Franceschini Veltroni PSE Socialista Europa PSOE PSF

permalink | inviato da cariuli il 27/3/2009 alle 18:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



13 marzo 2009

Di Pietro e la (politica?)

 


DELLA SERIE: HANNO LA FACCIA COME AL C..O!
CI FANNO LA MORALE CREDENDO CHE NOI CE LE BEVIAMO...E POI COSTRUISCONO PARTITI SENZA CONGRESSI, IN CUI COMANDA IL CAPO COME IN UN ORDINE CAVALLERESCO. CREANO SOCIETA' DI FAMIGLIA PER L'ARRAFFO....
E ALLORA: DI PIETRO? NO GRAZIE!

(Federazione prov.le PS Lecce)




27 febbraio 2009

ADESIONE FGS 2009: DECISI! AUTENTICI! DI SINISTRA



Modalità della Campagna di adesione  FGS: 

Possono iscriversi tutti i giovani d’età compresa tra i 14 e i 32 anni.

L’adesione ha un costo di 10 euro.

L’adesione dovrà essere effettuata attraverso il bollettino di conto corrente
postale n° 25613001 intestato a:


      FGS (Federazione dei giovani socialisti)
      Piazza san Lorenzo in Lucina, 26 00186 Roma.
      Causale: Iscrizione FGS Nazionale




11 febbraio 2009

LE MONDE: IL VATICANO INVADE L'ITALIA

Roma, 11 feb. - "La Chiesa non demorde". Nel giorno dell'80mo anniversario della firma dei Patti Lateranensi tra il governo italiano e la Santa Sede e due giorni dopo la morte di Eluana Englaro, il quotidiano francese "Le monde" analizza i rapporti tra Stato e Chiesa in un articolo intitolato "Il Vaticano invade l'Italia". "Appaltando alle parocchie e alle associazioni caritatevoli cattoliche buona parte della politica sociale, lo Stato ha fatto della Chiesa una protagonista potente del dibattito pubblico", scrive il giornale, sottolineando tuttavia come sia "falso immaginare che si esprima solo in favore di una forma di reazione di destra". "Le monde" ricorda invece come "su molte questioni (immigrazione, razzismo, sicurezza) la Chiesa si allinea sulle posizioni della sinistra". "Alternando repliche fredde e dichiarazioni generose, la Chiesa fa ruotare il dibattito intorno alle sue posizioni e lo Stato, che ha costruito la sua unita' riducendo la superficie dell'antico Stato del Papa alle dimensioni di un fazzoletto, le concede una forza che non ha altrove", chiosa il quotidiano.(Adnkronos)

Il link con l'articolo: 


                      




8 febbraio 2009

Non c'è rimedio, bisogna solo avere pazienza

"Quando non c'è più rimedio è inutile addolorarsi, perché si vede ormai il peggio che prima era attaccato alla speranza. Piangere sopra un male passato è il mezzo più sicuro per attirarsi nuovi mali. Quando la fortuna toglie ciò che non può essere conservato, bisogna avere pazienza: essa muta in burla la sua offesa. Il derubato che sorride, ruba qualcosa al ladro, ma chi piange per un dolore vano, ruba qualcosa a se stesso". (William Shakespeare - Otello - Il Doge di Venezia; atto I, scena III)


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Amore dolore William Shakespeare

permalink | inviato da cariuli il 8/2/2009 alle 15:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



28 gennaio 2009

EUROPEE: UNA LEGGE PER TRUFFARE GLI ELETTORI

Una domanda per Veltroni: «Quando anche l'ultimo dei tuoi alleati sarà morto, a causa delle leggi elettorali da te fortemente volute, dove andrai a prendere i voti per tornare al Governo? Forse allora capirai che serve la politica e non i marchingegni elettorali».

Pieraldo Ciucchi, (segretario regionale del Partito Socialista in Toscana)



                        




26 gennaio 2009

27 Gennaio, "Meditate che questo è stato"

"La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati."

                     

Legge 20 luglio 2000, n. 211

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi
"Se questo è un uomo"




19 gennaio 2009

Il pensiero di D'Alema sul PD in tempi non sospetti

MASSIMO D'ALEMA il 13 marzo 1999 commentò la proposta (di Prodi e compagni) di dar vita ad un unico, grande Partito Democratico che sostituisse la variegata armata brancaleone allora esistente.

Questo lo sfottente parere del "grande statista" al Congresso dei Verdi, ripreso dal TG2:



             

"E si, ci mettiamo un po' di ambientalismo, perché... va di moda;
poi siamo... un po' di sinistra, ma come Blair, perché è abbast.. sufficientemente lontano, diciamo così;
poi siamo anche... un po'... eredi della tradizione del cattolicesimo democratico;
poi ci mettiamo un po' di giustizialismo, che va di moda,
e abbiamo fatto un nuovo Partito.

Lo chiamiamo... lo chiamiamo in un modo che non dispiace a nessuno, perche "Verdi" è duro,
"Sinistra" suona male: "Democratici" siamo tutti, ed è fatta!

E chi può essere contro, diciamo, un prodotto così straordinariamente perfetto?
C'è tutto, dentro!

Auguri!

Però: IO NON CI CREDO!"


Eppure Massimo D'Alema, un leader (?) senza coraggio è ancora dentro il PD. Perchè?


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. D'Alema PD Partito Democratico Prodi Veltroni

permalink | inviato da cariuli il 19/1/2009 alle 22:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



17 gennaio 2009

Domenica 18 Dic. ore 18.30, una candela per Eluana

Si svolgerà domani, domenica, nel pomeriggio alle 18.30 a Lecco, dove Eluana è ricoverata, la "Fiaccolata per Eluana" organizzata sia dall'Associazione Coscioni che dal Partito Socialista. "L'iniziativa - afferma il segretario dei socialisti Riccardo Nencini, di cui è previsto un intervento prima che il corteo parta dal punto d'incontro - assume particolare importanza oggi, dopo il diktat del ministro Sacconi e l'incredibile difficoltà nel far rispettare in Italia una sentenza definitiva della Cassazione. Spero che alla fiaccolata sia presente tutta l'Italia, e chi non può esserci accenda una candela nella propria abitazione per qualche minuto alla stessa ora. Tutti i cittadini che credono nel rispetto delle regole, dello stato di diritto, e dei diritti individuali devono esserci".
Per il Partito Socialista saranno presenti tra gli altri oltre a  Nencini, Pia Locatelli, Roberto Biscardini,  Federico Parea, Presidente del Comitato Regionale Lombardo , Valentina Morelli, Segretaria regionale della Lombardia ed una delegazione dei socialisti lecchesi guidata dal Segretario della Federazione Davide De Bella.
Ecco il programma della manifestazione:
h 17.30 - ritrovo in piazza Diaz
h 18.00 - interventi dell’Associazione Luca Coscioni e di Riccardo Nencini
h 18.30 - partenza della "Fiaccolata per la libertà di Eluana"
h 19.15 - arrivo presso la Clinica Talamone, struttura che ospita Eluana Englaro, e consegna delle 17 rose per Eluana e scioglimento del corteo.


                     




12 gennaio 2009

Gli atei sfidano Bagnasco in casa

Partirà da Genova il prossimo 4 Febbraio la campagna dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar). "Una sfida Atea in casa del cardinale Bagnasco", dice Raffaele Carcano presidente dell'associazione.

LA CATTIVA NOTIZIA E' CHE DIO NON ESISTE.

QUELLA BUONA, E' CHE NON NE HAI BISOGNO


                              

Aggiornamenti:

Contrordine: nessun autobus porterà sulle fiancate i manifesti della campagna a favore dell’ateismo. La concessionaria degli spazi pubblicitari della società di trasporti genovese, la IGP Decaux, ha deciso di non concedere lo spazio alla Uaar e allo slogan “La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno”, annunciato nei giorni scorsi. Gli atei italiani attendono ancora le motivazioni.
«Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. - dichiara Raffaele Càrcano, segretario generale della Uaar - Sembra che in questo paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. Alla IGP vorremmo chiedere se direbbero davvero di no a uno slogan che sostiene che Dio esiste».
Campagne simili sono state lanciate a Londra, a Barcellona, a Washington. Ovunque hanno scatenato ovvie polemiche, ma a Genova le autorità cittadine si sono spese pubblicamente “a difesa della democrazia, della laicità e della libertà di espressione”. Per questo l’Uaar chiede al Comune di Genova di intervenire per la revoca dell’incarico alla IGP Decaux. «Intanto, i nostri legali stanno valutando la faccenda e a breve decideremo che cosa fare. - conclude Carcano - Mentre la campagna di sottoscrizione, che ha già raccolto 13 000 euro, continua».

Comunicato Stampa UAAR




10 gennaio 2009

PD, a quando la fine della farsa?

EX MARGHERITA: "Il PD sa troppo di Partito Comunista";
EX DS: "Il PD sembra la Democrazia Cristiana".
Questa è ormai la situazione all'interno del PD. Una situazione che il PSocialista aveva già previsto con la definizione di Intini "Il PD è un compromesso storico bonsai".
E' davvero necessario arrivare al dopo elezioni europee per porre fine a questa farsa?
La necessità in Italia di una forza di sinistra legata alla tradizione socialista e riformista italiana ed europea è così lampante che solo dei miopi cronici, quali sono Veltroni & CO, non riescono a vedere. Per questo motivo è necessario difendere il fortino socialista da chi (vedi il commento di Serra su Vassalli/Barani) vuole distruggere una tradizione politica forte e con solide radici ideali e culturali a vantaggio di quello che vorrebbero costruire alcuni (tra i quali il datore di lavoro di Serra, De Benedetti), il Partito Del NULLA.




19 dicembre 2008

19/12/2008 Direzione Nazionale del PD: il momento delle scelte

Pur avendo messo da parte in questi anni molte monetine da restituire ai veri proprietari, il mio essere socialista e garantista non mi permette di tirargliele addosso a quelli del PD.
Basta con il giustizialismo dipietrista-grillin-travaglino. Basta con i forcaioli. Il Pd deve solo avere il coraggio di scegliere una linea politica, non si può costruire un partito solo con assessori, consiglieri comunali, membri di consigli d'amministrazione, amici di palazzinari di vario genere, ecc. ecc.
Ci vuole un'idea dietro un partito, bisogna fare delle scelte sulla giustizia (separazione carriere), sui temi etici e dei diritti civili (testamento biologico e pacs), sulla scuola che deve essere pubblica (in tante amministrazioni locali a guida PD fanno a gara nello stipulare convenzioni con scuole private), ed infine, non perchè meno importante, scegliere la collocazione Europea del Partito, bisogna che sia chiaro se sono Socialisti (PSE), Democratici (ALDER) oppure Popolari (PPE), è arrivato il tempo delle scelte vere.
Certo il rischio dell'implosione è reale, ma secondo me molto meglio implodere per aver scelto che fare la stessa fine per l'eccesso di "ma anche...".                                        
Pur avendo per molti anni aspettato sulla riva del fiume il passaggio del cadavere, non me la sento di seguire la logica forcaiola. In Italia serve un partito di sinistra moderno, che faccia opposizione ai governi di destra politicamente e con proposte alternative, con visioni della società alternative, e quel partito, così come in tutte le democrazie europee, non può non contenere la parola Socialista. Bisogna farsene una ragione.
Per chi volesse, metto a disposizione tutte le monetine che ho conservato, a me non servono più.               
                            




10 dicembre 2008

Questione morale del PD, prima che la situazione degeneri

Mai come in questo momento della vita politica italiana ritengo sia opportuno, specie per chi non ha vissuto, perchè troppo giovane, il periodo di tangentopoli, leggere il discorso che Craxi fece in Parlamento circa il finanziamento illecito dei partiti ed il costo della politica.
L'attualità delle parole pronunciate allora è incredibile, "prima che la situazioni degeneri" disse allora Craxi sarebbe meglio che la politica prenda provvedimenti e non lasci fare solo alla magistratura. Nel 1992 quelle parole non furo ascoltate, chissà oggi.Questo il link:
http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=K521P




7 dicembre 2008

Il 19 Dic. Veltroni farà chiarezza, ma anche... no

Secondo Veltroni il PD non esploderà, anzi c'è il modo e il tempo per farlo ripartire. A patto che si porti avanti «un'iniziativa politica innovatrice». Ed è questo che Veltroni proporrà alla direzione del 19, dettando la piattaforma programmatica del "suo" Pd, con «chiarezza», perché non possano esservi dei "ni", ma solo dei sì o dei no. Io aggiungerei i "MA ANCHE".



Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. papa pd veltroni ma anche

permalink | inviato da cariuli il 7/12/2008 alle 13:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


sfoglia     novembre       
 

Profilo Facebook di Carmine Iuliano











Blog letto 157536 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom



Locations of visitors to this page

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
Disclaimer

L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all'autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

Warning
Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n°62 del 7.03.2001.
Le immagini inserite in questo blog sono prelevate  in massima parte dalla rete  web; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali  diritti d'autore o copyright terzi, vogliate comunicarlo a:
cariuli@alice.it, prontamente saranno rimosse .
- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -